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Un
territorio in grado di rispondere alle esigenze di una domanda
sempre più orientata alla riscoperta della natura, dell'originalità,
dell'autenticità delle tradizioni, della tranquillità dei
luoghi, dei cibi sani e genuini.
Il paesaggio del
Montefeltro,
compreso tra i confini di Urbino e il monte Fumaiolo ("ch'io
fui de' monti là intra Urbino/e 'l giogo di che Tever
si diserra" (Inf., XXVII, 29-30) fa dire Dante al conte
Guido da Montefeltro), con i colori ocra e le colline ondulate,
con le rocche e i borghi è il retaggio dell'epoca del
Ducato di Urbino quando il territorio si presentava molto articolato
con sette città aventi sede episcopale; 19 terre; 279 castelli
murati; 236 ville notabili con parrocchie; 20 abbazie e le fortezze
presidiate di Pesaro, Senigallia e San Leo.
Questo
paesaggio, secondo un'opinione diffusa, ha fatto da sfondo ai ritratti,
conservati agli Uffizi di Firenze, del profilo di Federico e
di sua moglie Battista Sforza e ai loro "Trionfi"
allegorici, dipinti
da Piero della Francesca.
È il paesaggio luminoso, con le rocciose
colline e con la rocca di Gradara, rappresentato da Giovanni
Bellini
nella pala dell'Incoronazione della Vergine che si conserva nei
Musei Civici di Pesaro.
È
il paesaggio che circonda le finestre, i prospetti del Palazzo
Ducale,
descritto nel Cortegiano, nel quale si pacifica e s'acquieta l'animo
umano.
Anche
oggi il visitatore della Terra del Duca può trovare tranquillità
e serenità, lontano dal frastuono delle grandi città. La
Terra
del Duca è terra della mezzadria di un tempo con le sue varie
colture.
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