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La
Terra del Duca, attraversata nel passato da ingenti flussi di
pellegrini
diretti ai luoghi santi (Loreto, Assisi, La Verna e Roma),
presenta
una diffusa sacralizzazione: monasteri ed eremi, oasi di
silenzio,
conventi e chiese, veri gioielli di architettura.
sulle
orme di francesco
Diverse
le tracce di Francesco, il santo della fraternizzazione
cosmica
che chiamava fratello e sorella tutte le cose. Il Poverello più
volte ha attraversato la "Marca" per un'opera di evangelizzazione,
toccando varie località e sostando a Gubbio, sua seconda
patria.
Il 7
maggio 1213, insieme a frate Leone, sorpreso dall'oscurità della sera e
da un forte temporale, si smarrisce nella boscaglia e non riuscen do
a trovare il modo di uscirne si mette a pregare. Come narra la
leggenda, ad un tratto una luce scende dal cielo rischiarando a lungo
le tenebre e così i due religiosi possono orientarsi e riprendere
il loro cammino. A ricordo di questo fatto prodigioso viene
costruito il Convento di Sant'Igne.
La
mattina seguente, 8 maggio 1213, Francesco predica a San Leo; le sue
parole colpiscono profondamente il conte Orlando, signore del Castello
di Chiusi nel Casentino, che gli dona "uno monte divotissimo il
quale si chiama il monte della Verna". Il colloquio si svolge
in una
stanza di Palazzo Severini, oggi Nardini, un tempo residenza dei conti
di Montefeltro e poi, nel sec. XVI, dei duchi di Urbino. Gli
abitanti di San Leo, a ricordo di questa visita di Francesco, hanno
posto nello stemma comunale, a destra, l'immagine dell'aquila bicipite
feltresca, a sinistra, quella del Poverello nell'atto di predicare
all'ombra di un grande olmo. Di particolare suggestione è
la
Pieve, costruita in conci di pietra arenaria nel sec. IX con aggiunte
nel sec. XI. L'interno, a tre navate con presbiterio rialzato,
accoglie il ciborio dell'882, dedicato dal duca Orso alla Vergine.
Il Duomo, in stile romanico-lombardo, è edificato tra il XII e il
XIII sec. Lungo il suo peregrinare per la Terra del Duca Francesco
fonda conventi e compie prodigi, come quello di far scaturire
in molti luoghi l'acqua "multo utile, et humile, et pretiosa
et casta". Nel suo viaggio verso San Leo, secondo la tradizione,
predica sopra un colle vicino a Lunano e dona il "lume", cioè
la luce, al figlio di un nobile nato cieco e così al colle viene dato
il nome di Monte Illuminato. In seguito viene costruito su quel colle
il Convento che
conserva affreschi dei secoli XV e XVI ed un campanile
medioevale.
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