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La
diffusione del francescanesimo è testimoniata dalle tante chiese,
intitolate al Santo, sparse in tutto il territorio come quelle di
Macerata Feltria, che risale al 1300, con uno splendido portale
gotico; di Urbania, eretta nel XIII secolo e rimaneggiata nel 1762, uno
dei migliori esempi di tardo barocco nelle Marche; di Pergola, del
XIII secolo, con la facciata in conci squadrati che al suo interno
custodisce pregevoli tele; di Cagli, in stile romanico-gotico,
con l'alta abside poligonale di influenza umbra, le monofore
oblunghe e la facciata nuda adorna di un bel portale; di Mercatello
sul Metauro, in stile gotico, che può considerarsi una ricca ed
interessante pinacoteca con opere che vanno dal '200 al '400 di
scuola umbra, marchigiana e toscana e con delicati affreschi; di
Urbino, eretta nel sec. XIV, in forme romanico-gotiche, rimaneggiata
nel '700.
Della costruzione originaria rimangono il bel nartece e il
campanile gotico cuspidato, "un vero gioiello".
All'interno si conserva
l'urna del beato Giovanni Pelingotto, terziario francescano, che
dedicò la sua vita alla penitenza e alla carità; di Pergola,
costruita nel secolo XIII, con il bel portale trecentesco.
A
Senigallia, città natale di Pio IX, troviamo il Convento delle
Grazie, realizzato per Giovanni Della Rovere su disegno di Baccio
Pontelli e affidato ai francescani nel 1492, con due eleganti
chiostri interni. Il maggiore presenta alle pareti ventotto
affreschi che narrano la vita di S. Francesco, attestando la
devozione dei senigalliesi verso il Santo di Assisi.
La chiesa,
posteriore al convento, oggi completamente restaurata, custodisce la
bella Madonna in trono e Santi del Perugino (circa 1490). Conservava
anche la Madonna
di Senigallia di Piero della Francesca, attualmente presso la
Galleria Nazionale delle Marche in Urbino.Nella Terra del Duca sono
presenti molte altre tracce, che non citiamo,
che dimostrano come il messaggio francescano abbia messo rapidamente
radici.
La
Terra è anche meta di grandi viaggiatori durante il Grand Tour,
come Michel de Montaigne che il 27 e 28 aprile 1581 prende alloggio
presso la "Locanda della Posta", "un'hostaria della
grandezza quasi di tutta la città" che si trovava "fuori
un tirar d'archibusoŠ fatto con dormitorio e camere in modo de
monasterio de frati...".
Appartiene
a Francesco Maria II che "ne cava [...] appresso a mille scudi
l'anno". Il 29 aprile visita anche Urbino, come ricorda una
lapide posta sulla facciata di Porta Valbona. |
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