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Sant’Ubaldo, il santo della pace e della riconciliazione,
come lo ha definito il pontefice Giovanni Paolo II, elargisce
molte grazie ai duchi di Urbino, soprattutto nei momenti in
cui le casate sembrano dover finire per mancanza di eredi
maschi.
Le
popolazioni e i duchi, per riconoscenza, ereggono o
ristrutturano chiese in suo onore: a Pesaro, Fossombrone,
Sant’Angelo in Vado. Le duchesse Elisabetta ed Eleonora
Gonzaga per la guarigione dello zio papa Giulio II, che si
trovava “in grave e pericolosa malattia”, ottenuta per
l’intercessione di Sant’Ubaldo, ampliano a proprie spese
la chiesa, posta sul monte Ingino a Gubbio, in cui sono
conservate le spoglie incorrotte del Santo, e costruiscono un
nuovo convento affidandone la custodia ai Canonici Lateranensi.
APPROFONDIMENTO
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