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INDICE

La Terra del Duca

Dai Montefeltro ai Della Rovere

Urbino e il suo ducato

Terra di città capitali

Palazzi ducali

Città ideali

Le piccole corti

Le rocche

La Terra del Duca nel Mondo

Itinerari del sacro:
Arte e Spiritualità

Sant'Ubaldo, un santo amato dai duchi

I luoghi della devozione mariana

I luoghi della santità femminile

Pievi e monasteri oasi di silenzio

Gli oratori, scrigni di opere d'arte

La via della maiolica dai riflessi oro e rubino

Dai monti al mare attraverso dolci colline

Terra di antichi sapori

Alla tavola dei duchi d'Urbino

Terra e mare: cucina, sapori e prodotti

Eventi


 
gubbio

PERCHÉ GUBBIO
DI LUCA RONCONI E GAE AULENTI
Luca Ronconi: Ho la residenza a Gubbio dal ‘93 e questo la dice lunga …Intorno al ‘72 cercavo un ‘buen retiro’, per concentrarmi e riposare tra un lavoro teatrale e l’altro. Fu un ‘colpo di fulmine’ per questo posto selvaggio e in stato di abbandono, nelle colline a sud della pianura eugubina. Il luogo ha scelto me e non viceversa. Soprattutto per la forza che sprigionava, da lontano, la pietra di cui è costruita la città. E poi il rapporto con la gente è stato da subito naturale e spontaneo. Nel ‘78 la casa fu ristrutturata dalla mia amica Gae Aulenti ma ebbe dei danni nel 1984, a causa del terremoto. Fu rimessa in piedi con l’aggiunta di qualche proprietà confinante e poi Gae stessa ha avuto un fabbricato da me a circa 300 metri di distanza. Gae Aulenti: Il mio approccio con Gubbio è stato meno suggestivo. La prima volta che arrivai pioveva, la città mi sembrò cupa, la stradicciola scoscesa che conduce alla proprietà di Luca era un fiume di melma, intorno rovi e abbandono. Ricordo che non c’era luce e l’acqua veniva a singhiozzo, il telefono neanche a parlarne. Il cantiere è stato allestito in queste condizioni. Poi piano piano il luogo ha cominciato a raccontarmi qualcosa e mi ha conquistata. In 25 anni tutto è cambiato, abbiamo sistemato la casa, le stalle, la porcilaia, sono stati piantati ulivi e cipressi. Ora è il più bel posto del mondo. Peccato che sia troppo lontano da Milano per venirci più spesso... Luca Ronconi: Confesso lo stupore di amici artisti, attori, giornalisti, impresari che sgranavano gli occhi quando mi venivano a trovare, con qualche difficoltà. Adesso si sono abituati, anzi non vedono l’ora di tornare, soprattutto in primavera quando la città si risveglia, e da me sbocciano i roseti e gli alberi da frutto. Del resto, è una scelta che condivido con altri, come Jacopo Fo, che vive poco lontano da qui e ha creato il centro “Alcatraz”, dove spesso lo raggiungono il padre Dario e la madre Franca Rame. Gae Aulenti: Come architetto e urbanista, sono affascinata da Gubbio, dalla capacità di essersi protetta con una consistenza severa, costruita su livelli plurimi e altimetrie notevoli. Il colore bianco e rosa della pietra possiede la capacità di riflettere la luce. È un grande pregio. Anche se capisco l’impressione descritta da Antal Zerb, un ungherese dei primi del ‘900, quando scrive che è la città più “disintonacata” d’Italia. Ai turisti mitteleuropei faceva effetto vedere le facciate delle case in pietra grezza, perché pensavano che fossero scrostate, sul punto di andare in rovina. Luca Ronconi: Oltre alla realizzazione di alcune opere prime al Comunale, come “La serva amorosa” di Goldoni o le “Tre sorelle” di Cechov, alcuni anni fa, sistemando gli spazi di un vecchio capannone, ho fondato a Gubbio una scuola, Santa Cristina, come la località dove abito. Durante i mesi estivi lavoriamo con giovani attori e registi, ancora alle prime armi ma con qualche esperienza. Il luogo è di una concentrazione assoluta, e questo è possibile a Gubbio come in nessuna altra parte del mondo. Gae Aulenti: Adoro le piazze, gli spazi aperti e mi rende felice pensare che a Gubbio c’è un po’ di me, da quando ho donato al Comune il progetto di ristrutturazione di piazza S. Giovanni, ultimata nel 2006. Ho utilizzato, in prevalenza, pietra extra dura di Fiorenzuola, saldando il luogo d’incontro agli elementi simbolici dell’epoca medievale che ora rivive con il verde degli ulivi, l’acqua che scorre come nei mulini di una volta. Soprattutto ho voluto sottolineare la tipicità di una struttura che richiama l’antico salotto di conversazione e confronto tra i cittadini. Luca Ronconi: Camminando per i vicoli e le piazze, magari di notte, penso ad un allestimento lungo il torrente Camignano che d’estate è in secca e attraversa Gubbio come una vena pulsante, con gli spettatori che possono assistere dagli affacci… Gae Aulenti:Che combinazione! A me, invece, piacerebbe realizzare un intervento idraulico per tenerlo sempre pieno d’acqua anche d’estate… Si potrebbe pensare ad un’opera in barca… Luca Ronconi: La Festa dei Ceri, difficile da definire. Non è una gara, non è una rievocazione storica in costume. È un’esaltazione collettiva, una drammatizzazione teatrale tra le più riuscite, dove la coreografia è fatta dalla partecipazione della gente. Mi sono trovato a vivere la Festa trascinato in case di sconosciuti, esultando insieme a loro, come in un grande ballo in maschera ma ovviamente senza artificio e finzione. Gae Aulenti: Lo spirito essenziale del francescanesimo che si trova anche dove meno te lo aspetti e che di questi tempi è un grande orientamento. E poi Gubbio intera è un’emozione speciale. È antica e contemporanea, per la capacità che esprime l’arte di parlare in tutti i tempi. Noi siamo passeggeri, Gubbio no.

INFORMAZIONI www.comune.gubbio.pg.it STA - IAT Gubbio: info@iat.gubbio.pg.it



 "La terra del Duca, Dai Montefeltro ai Della Rovere" -  di Marinella Bonvini Mazzanti e Giambaldo Belardi 
Collaborazione Maria Vittoria Ambrogi 

Volume realizzato nell'ambito del progetto culturale "La Terra del Duca" promosso dai Comuni di Gubbio, Pesaro, Senigallia ed Urbino.