HOME PAGE

INDICE

La Terra del Duca

Dai Montefeltro ai Della Rovere

Urbino e il suo ducato

Terra di città capitali

Palazzi ducali

Città ideali

Le piccole corti

Le rocche

La Terra del Duca nel Mondo

Itinerari del sacro:
Arte e Spiritualità

Sant'Ubaldo, un santo amato dai duchi

I luoghi della devozione mariana

I luoghi della santità femminile

Pievi e monasteri oasi di silenzio

Gli oratori, scrigni di opere d'arte

La via della maiolica dai riflessi oro e rubino

Dai monti al mare attraverso dolci colline

Terra di antichi sapori

Alla tavola dei duchi d'Urbino

Terra e mare: cucina, sapori e prodotti

Eventi e feste tradizionali


TERRA DI CITTA' CAPITALI

GUBBIO

 

 

Sbandieratori della città di Gubbio. Libero comune dall' XI al XIV secolo, Gubbio gode di notevole floridezza, sottomettendo i castelli confinanti e fondando Pergola. Lo dimostrano i suoi beni culturali: il Palazzo dei Consoli (XIV secolo), il Palazzo del Bargello (XIII secolo), edificati per occupare, attraverso la metafora architettonica, "il centro" della città per essere simbolo visibile dell'accentramento di tutti i poteri, sottomessi solo a quello spirituale, rappresentato dalla Cattedrale che sorge più in alto. Le numerose chiese, dal Duomo a San Domenico, da Sant'Agostino a San Francesco (particolare è la devozione a questo Santo che vi soggiorna a lungo) dimostrano la religiosità degli eugubini, ma anche la ricchezza della zona, culturalmente così vivace da dar vita ad una scuola di pittura il Veduta di Gubbio da Piazza San Giovanni cui fondatore è il famoso Oderisi, celebrato da Dante. Nel XIV secolo è già affermata l'arte della ceramica. Da Gubbio vengono le milizie più forti e preparate dell'esercito feltresco e roveresco (celebri sono gli arcieri), ma anche artigiani

illustri nell'oreficeria e nella ceramica, come Giorgio Andreoli da Intra, conosciuto con il nome di Mastro Giorgio, che nei primi decenni del XVI secolo crea autentici capolavori, mentre a Gubbio sono attivi orafi, incisori, zecchieri, argentieri, orologiai, spadari, armaioli, ricamatori, incisori. Le tre vie principali Veduta di Gubbio parallele, costruite a diverso livello, sono collegate da una miriade di bellissimi vicoli e sono fiancheggiate da scure case tutte costruite in conci, attaccate le une alle altre per sfIl Palazzo dei consoliruttare  al massimo il suolo entro le possenti mura. Molte di queste costruzioni, accanto alla porta principale, presentano, più in alto, un'altra porticina (detta "porta del morto") che la tradizione vuole si aprisse solo per lasciar passare le bare, mentre più probabilmente era l'entrata ai piani superiori della casa, occupata al pianoterra da fondachi e botteghe. Orti e giardini interni aprono scorci colorati di singolare bellezza che parlano di una terra curata palmo a palmo.

 

 "La terra del Duca, Dai Montefeltro ai Della Rovere" -  di Marinella Bonvini Mazzanti e Giambaldo Belardi 
Collaborazione Maria Vittoria Ambrogi 

Volume realizzato nell'ambito del progetto culturale "La Terra del Duca" promosso dai Comuni di Gubbio, Novafeltria, Pesaro, Senigallia ed Urbino.