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GUBBIO
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Libero comune dall' XI al XIV
secolo,
Gubbio gode di notevole floridezza, sottomettendo i castelli confinanti
e fondando Pergola. Lo dimostrano i suoi beni culturali: il
Palazzo dei Consoli (XIV secolo), il Palazzo del Bargello (XIII
secolo),
edificati per occupare, attraverso la metafora architettonica,
"il centro" della città per essere simbolo visibile
dell'accentramento
di tutti i poteri, sottomessi solo a quello spirituale,
rappresentato dalla Cattedrale che sorge più in alto.
Le
numerose chiese, dal Duomo a San Domenico, da Sant'Agostino a
San Francesco
(particolare è la devozione a questo Santo che vi soggiorna a
lungo) dimostrano la religiosità degli eugubini, ma anche la
ricchezza
della zona, culturalmente così vivace da dar vita ad una scuola
di pittura il
cui fondatore è il famoso Oderisi, celebrato da
Dante.
Nel XIV secolo è già affermata l'arte della ceramica. Da Gubbio
vengono le milizie più forti e preparate dell'esercito feltresco
e roveresco (celebri sono gli arcieri), ma anche artigiani
illustri
nell'oreficeria e nella ceramica, come Giorgio Andreoli da Intra,
conosciuto con il nome di Mastro Giorgio, che nei primi decenni
del XVI secolo crea autentici capolavori, mentre a Gubbio sono
attivi orafi, incisori, zecchieri, argentieri, orologiai,
spadari,
armaioli, ricamatori, incisori. Le tre vie principali
parallele,
costruite a diverso livello, sono collegate da una miriade di
bellissimi vicoli e sono fiancheggiate da scure case tutte costruite
in conci, attaccate le une alle altre per sf ruttare
al
massimo
il suolo entro le possenti mura. Molte di queste costruzioni, accanto
alla porta principale, presentano, più in alto, un'altra porticina
(detta "porta del morto") che la tradizione vuole si
aprisse
solo per lasciar passare le bare, mentre più probabilmente
era
l'entrata ai piani superiori della casa, occupata al
pianoterra da
fondachi e botteghe. Orti e giardini interni aprono scorci colorati
di singolare bellezza che parlano di una terra curata palmo a
palmo.
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