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PESARO
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Nel
1513 papa Giulio II Della Rovere concede la città di Pesaro
al nepote,
Francesco Maria I, duca di Urbino. Subito si comprende che l'antica
città, posta sulle rive dell'Adriatico e alla foce del fiume Foglia,
diventerà la nuova capitale politica del Ducato.
La
splendida posizione geografica che consente maggiore
facilità di accesso,
unita al desiderio di rendere più accetta una nuova signoria
che vi risieda quasi stab ilmente fanno sì che nel giro di pochi
decenni i duchi le dedichino molte delle loro attenzioni,
potenziando
anche le strutture difensive della città, da sempre capitale
di un territorio tutto suo: così avviene in età romana, nel periodo
bizantino, sotto il breve dominio dei longobardi, nei lunghi momenti
della dominazione pontificia, fino a quando Pesaro diventa libero
comune nella prima metà del XII secolo.
I reperti conservati
nei
Musei Oliveriani parlano della straordinaria civiltà anche
preistorica
di un popolo di agricoltori, commercianti e navigatori, che
ha lasciato singolari documenti della sua antica cultura.
Una serie
di podestà della casata Malatesti apre il cammino alla
signoria
di
questa famiglia, iniziata nel 1343 con Pandolfo II, noto
soprattutto
per la lunga amicizia con Francesco Petrarca.
Una tradizione
culturale di tutto rispetto che continua con Malatesta detto
"dei sonetti", divenuto signore nel 1386. Gli
splendidi portali
delle
Chiese di San Domenico e di Sant'Agostino parlano ancora di
questa
età. Suo figlio, Galeazzo, sposa Battista Montefeltro, figlia
del
conte Antonio signore di Urbino, donna molto colta ed
altrettanto energica.
La corte pesarese è al centro dell'Umanesimo emergente, come
testimoniano gli epistolari che mettono in contatto i signori
di Pesaro
con i maggiori intellettuali di quel movimento che vuol
cambiare
ogni dimensione del vivere umano. Ed è proprio a Leonardo Bruni,
cancelliere della Repubblica fiorentina, che Battista Montefeltro
Malatesti chiede, ottenendolo, un manuale per l'educazione
di sua figlia Elisabetta, segno evidente dei tempi nuovi.
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