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PHOTOGALLERY

INDICE

La Terra del Duca

Dai Montefeltro ai Della Rovere

Urbino e il suo ducato

Terra di città capitali

Palazzi ducali

Città ideali

Le piccole corti

Le rocche

La Terra del Duca nel Mondo

Itinerari del sacro:
Arte e Spiritualità

Sant'Ubaldo, un santo amato dai duchi

I luoghi della devozione mariana

I luoghi della santità femminile

Pievi e monasteri oasi di silenzio

Gli oratori, scrigni di opere d'arte

La via della maiolica dai riflessi oro e rubino

Dai monti al mare attraverso dolci colline

Terra di antichi sapori

Alla tavola dei duchi d'Urbino

Terra e mare: cucina, sapori e prodotti

Eventi


TERRA DI CITTA' CAPITALI

SAN LEO

 

Nel cuore del Montefeltro, su un ripiano roccioso, sorge San Leo che domina la valle del Marecchia. 
Luogo eccezionalmente ben difeso dalla natura stessa, ha un' affascinante storia militare e religiosa, in cui tanti episodi di dure battaglie si mescolano ad eventi mistici di grande portata. 

Abitata dagli Umbro-Sabelli, dai Galli e dai Romani, San Leo è la  culla della diffusione del Cristianesimo in tutta la zona. È la prima Terra data in vicariato dall'Imperatore alla famiglia dei Montefeltro che prende il nome proprio da questo feudo e che avrà sempre nel suo stemma l'aquila imperiale. Come tutte le rocStemma del Montefeltro.che e come tutte le chiese anche quelle La Rocca di San Leo di San Leo sono veri e propri libri di storia che parlano di continue conquiste e di culti nuovi che si sovrappongono a quelli antichi. Basta scorrere per sommi capi le vicende politiche di questa Terra per rendersi conto della importanza attribuita al suo  possesso dagli infiniti poteri che si sono succeduti attraverso i secoli. 

La Pieve di San Francesco, San Leo.Prima "capitale" dei Montefeltro, col mitico Montefeltrano I (1135-1202), che estende il suo dominio al comitato di Urbino, Pesaro e Rimini, perde il suo ruolo quando, nel 1226, Federico II di Svevia dona Urbino (dove i conti si trasferiscono nel 1234) a Buonconte e  Taddeo da Montefeltro. San Leo, dopo un brevissimo periodo repubblicano, passa ai conti Guido e Nerio di Petrella (o della Faggiola), torna ai Montefeltro con il conte Nolfo che deve cederla alla Chiesa; ne sono  poi signori i Malatesti ai quali viene tolta da  Federico da Montefeltro nel 1441. Proprio durante il periodo di governo del grande Federico, Francesco di Giorgio Martini amplia la splendida Rocca che sembra fondersi con la roccia sulla quale sorge. 

La Rocca di S.LeoCitata da Machiavelli ne L'arte della guerra, è definita da Pietro Bembo: "Il più bello e grande arnese di guerra della regione".Conquistata per due volte da Cesare Borgia, per due volte ne viene cacciato; torna ai Della Rovere, ma viene conquistata, insieme a tutto il Ducato, da Lorenzino dei Medici per tornare poi sotto il  dominio dei Della Rovere. Storie di  guerra, di vittorie e di sconfitte: ne restano a testimonianza il Palazzo mediceo, il Palazzo roveresco che servono ad ospitare i signori in visita, ma sonParticolare di un'armatura.o anche  segno del loro potere. La Rocca, trasformata in carcere dal governo  pontificio, ospita nel 1844 Felice Orsini, l'attentatore di Napoleone III, molti liberali romagnoli, ma il più celebre dei detenuti è certamente il mitico Cagliostro che vi muore nel 1795. 

 

 "La terra del Duca, Dai Montefeltro ai Della Rovere" -  di Marinella Bonvini Mazzanti e Giambaldo Belardi 
Collaborazione Maria Vittoria Ambrogi 

Volume realizzato nell'ambito del progetto culturale "La Terra del Duca" promosso dai Comuni di Gubbio, Pesaro, Senigallia ed Urbino.