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Questa
è una delle caratteristiche maggiori de La Terra:avere tante città importanti che la scandiscono dalle cime aspre degli
Appennini al dolce litorale Adriatico, attraverso una fuga di
tenere colline e belle vallate. È il frutto di una storia
completamente diversa da quella degli altri Stati italiani che
vedono solo una città capitale attorno alla quale si
sviluppano in ton o molto minore altri centri abitati. La Terra
è uno Stato a "geografia variabile", perché cresce
o diminuisce, secondo le alterne vicende di una guerra perenne
tra signori confinanti, che si prolunga fino al
cuore del XV
secolo. Dapprima, ad Urbino si aggiunge Gubbio e poi Cantiano,
Cagli, Casteldurante (Urbania), Fossombrone, Senigallia,
Mondavio e Pesaro con i loro castelli.
Nella
sua struttura finale, il Ducato risulta composto da uno Stato vecchio (Urbino, Gubbio, San Leo, la Massa Trabaria, Urbania,
Fossombrone, Cagli) e da uno Stato nuovo (Senigallia, Mondavio,
Pesaro). Lo Stato vecchio e lo Stato nuovo sono formati,
dunque, da signorie relativamente piccole che hanno una loro
capitale. Nel momento della loro annessione allo Stato di
Urbino, ciascuna città porta "una dote" di beni
culturali che, spesso, risale alla preistoria.
I
duchi governano con uno straordinario equilibrio politica
interna ed estera, difficile in un' età non solo di crisi
profonda delle istituzioni, pontificia ed imperiale, ma anche
di campanilismi esasperati. Il decentramento è straordinaria
risorsa politica, poiché avere
tanti centri importanti significa poter attuare una razionale
distribuzione della popolazione e del lavoro sul territorio,
per scongiurare la necessità dell'inurbamento, fonte di
disordine. E' importante notare come gli abitanti del Ducato
non sono mai chiamati
"sudditi", ma sempre e solo "cittadini".
Fiere dei loro Statuti e degli antichi ruoli le
"capitali" de La Terra, crescono nell'età feltresca
e roveresca, arricchendosi di eccezionali
beni culturali.
San
Leo
Senigallia
Gubbio
Pesaro
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