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La
Terra del Duca ha anche un'altra caratteristica che la rende
unica: essa è luogo
di tante città ideali, pensate e realizzate dai vari signori
Montefeltro e Della Rovere che l'hanno governata per duecentocinquantasei
anni.
Così,
Federico da Montefeltro sceglie Urbino e Gubbio, Guidubaldo I
Fossombrone, Francesco Maria I Pesaro, Guidubaldo II
Senigallia e Francesco Maria II Casteldurante (Urbania), città
che vengono completamente ristrutturate ed, in alcuni casi,
addirittura
riedificate
per realizzare anche quel "mito della gloria", così
caro agli uomini del Rinascimento che vogliono legare la loro
memoria terrena anche ad importanti realizzazioni
architettoniche. Del resto, il tema della città ideale accomuna
i grandi umanisti alla ricerca di una città architettonicamente
perfetta, di possibile realizzazione ed abitata da quell'
uomo ideale che non costituisce, come abitualmente si crede,
"un sogno", ma un progetto. Accanto a queste
motivazioni intellettuali restano sempre, fondamentali, i
temi della guerra e dell'economia. Tutte le città sono cinte
da mura poderose, costruite con tecniche d'avanguardia, a
proteggere, lungo la riva adriatica, i porti nei
quali si svolgono traffici intensi e, nell'interno, i centri
fittamente abitati ed operosi. È un rapporto equilibrato tra
città e campagna, fra entroterra e costa: nei porti trovano
smercio i prodotti di tutta La Terra e degli Stati confinanti,
mentre leggi speciali proteggono la produzione
del Ducato.
Città
ideali in uno Stato ideale sembrerebbe il programma dei duchi,
atte nti
sempre a mantenere il loro potere e a difenderlo da ogni ingerenza
esterna e da ogni malcontento interno, sì da mantenere una
situazione costante di pace.
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