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PHOTOGALLERY

INDICE

La Terra del Duca

Dai Montefeltro ai Della Rovere

Urbino e il suo ducato

Terra di città capitali

Palazzi ducali

Città ideali

Le piccole corti

Le rocche

La Terra del Duca nel Mondo

Itinerari del sacro:
Arte e Spiritualità

Sant'Ubaldo, un santo amato dai duchi

I luoghi della devozione mariana

I luoghi della santità femminile

Pievi e monasteri oasi di silenzio

Gli oratori, scrigni di opere d'arte

La via della maiolica dai riflessi oro e rubino

Dai monti al mare attraverso dolci colline

Terra di antichi sapori

Alla tavola dei duchi d'Urbino

Terra e mare: cucina, sapori e prodotti

Eventi


DAI MONTEFELTRO AI DELLA ROVERE

 


È sufficiente osservare la provenienza degli artisti, che operano a corte nei diversi secoli, per rendersi conto che queste alleanze non sono solo

politico-militari, ma anche culturali. L.Della Robbia, Madonna con Bambino e santi, Palazzo ducale, Urbino
Non è un caso che il primo "segno" dell'età nuova arrivi in Urbino dopo la prima guerra di Toscana, con la bella lunetta di Luca Della Robbia, eseguita nel 1451 e posta sopra il portale della chiesa di San Domenico. Né desta meraviglia che, nel periodo di influenza spagnola (XVI e parte del XVII secolo), la moda delle fontane monumentali usate come arredo  urbano giunga prima nel Ducato di Urbino che in altre parti d'Italia: ne sono prova quelle di Pesaro, di SenigalliPedro Berruguete, Ritratto del Duca Federico con il figlio Guidobaldoa e di Novafeltria (l'antica Mercatino Marecchia).

Quando regnano papi amici delle casate feltresca e roveresca, La Terra vive momenti di inusitato splendore. I due pontefici Della Rovere, Sisto IV (1471-1482) e Giulio II (1503-1513), ne fanno il centro da cui passare per ottenere i loro favori. I re d'Inghilterra, di Francia e di Spagna, gli imperatori asburgici accolgono al meglio

gli ambasciatori del Ducato e conferiscono ai signori di Urbino le più alte onorificenze per la loro abile opera di mediazione con la corte pontificia. Ed è proprio Giulio II nel 1507 a concedere al Collegio dei Dottori urbinate più ampie prerogative, dando vita, di fatto, al primo nucleo dell'Università.

Monumento Sepolcrale del Conte Antonio da MontefeltroI signori di Urbino, "ricchi del loro" per le remunerate condotte militari, possono essere "avari con l'altrui", ossia imporre poche tasse, mentre l'esercito e le tante costruzioni offrono opportunità di lavoro a tutti i cittadini. Stemma di Papa Sisto IV Della Rovere

Imprenditori nel loro Stato, i duchi partecipano alle iniziative dei "loro popoli", potenziando le "arti minori", come quella della ceramica ad Urbino, Gubbio, Casteldurante e Pesaro. 
Nelle loro "fattorie" si allevano razze selezionate di cavalli e di bovini, mentre celebri sono i falconi, richiesti da tutt' Europa per la caccia.

Il "mestiere" della guerra consente un governo anche "femminile" dello Stato.

Sono le mogli dei duchi a reggerlo con pieni poteri durante le lunghe assenze dei mariti. Si tratta di donne che provengono dalle maggiori casate italiane: Colonna, Sforza, Gonzaga, Este. Energiche, colte, sono preparate a gestire la politica interna

ed estera, a fare leggi, a nominare i magistrati, a ricevere ambasciatori, a mantenere vivo e vivace il clima culturale. 

 "La terra del Duca, Dai Montefeltro ai Della Rovere" -  di Marinella Bonvini Mazzanti e Giambaldo Belardi 
Collaborazione Maria Vittoria Ambrogi 

Volume realizzato nell'ambito del progetto culturale "La Terra del Duca" promosso dai Comuni di Gubbio, Pesaro, Senigallia ed Urbino.