|
Nel
1631 il territorio del Ducato di Urbino torna a far parte
dello Stato pontificio, per l'estinzione della
Casata roveresca. Da questo momento tante opere
d'arte, patrimonio personale dei duchi, vengono trasferite
a Firenze, dove Vittoria Della Rovere č promessa sposa a
Ferdinando dei Medici, destinato a diventare Granduca
di Toscana.
Alla
Galleria degli Uffizi, ma anche in tanti altri musei fiorentini,
č possibile trovare opere grandi che parlano della splendida
stagione del Rinascimento urbinate.
Basterą
pensare ai ritratti di Federico e di Battista Sforza dipinti
da
Piero della Francesca; a quelli di Guidubaldo I da Montefeltro
e di
sua moglie Elisabetta Gonzaga dovuti al genio di Raffaello; a quelli
di Francesco Maria I, della duchessa Eleonora Gonzaga, di Guidubaldo
II e delle sue mogli, Giulia Varano e Vittoria Farnese, opera
di Tiziano.
Per
il gioco delle ereditą, estinta la casata dei Medici, i beni
di
casa
Della Rovere passano ai Lorena e tanta parte viene portata in Austria.
Tutta
la "libraria" č alla Biblioteca Vaticana: gli splendidi
codici manoscritti, tra i quali spicca la Bibbia
miniata di Federico da Montefeltro, rivelano un
mondo in cui cultura e amore per la cultura non
hanno confini.
Alla
devoluzione si aggiungono le spoliazioni del periodo napoleonico
e le demolizioni sconsiderate di uomini che non
hanno saputo
apprezzare la bellezza e non solo hanno venduto e disperso tante
opere d'arte, ma anche distrutto un patrimonio inestimabile. Basterą
pensare alla demolizione di rocche e torri per vendere materiale
edilizio.
|