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Una stagione frutto dell'incontro di tante
personalitą geniali, attratte dal mecenatismo di Federico e
dalla fama della sua corte: Gentile Veterani,
Giorgio da Sebenico, Luciano Laurana, Leon Battista Alberti,
Francesco di Giorgio Martini, Donato Bramante tra gli
architetti; Piero della Francesca, Pedro Berruguete, Giusto di
Gand e Paolo Uccello tra i pittori.

Č
difficile immaginare a pieno la funzione del Palazzo:
residenza dei signori, ma
anche centro politico, burocratico, amministrativo; sede della
splendida biblioteca, aperta al pubblico, con le grandi porte
spalancate ad accogliere chiunque voglia udienza, ma anche
"scuola di guerra" alla quale accorrono tanti
giovani della nobiltą italiana.
Una
costruzione che trasforma la cittą in un enorme cantiere, nei
decenni della sua realizzazione, dando lavoro, promuovendo
l'artigianato, offrendo un'immagine di cultura viva e
visivamente accessibile a chiunque.
Certo,
il Palazzo parla ai contemporanei un linguaggio che, oggi, non
č sempre facile decodificare: con i suoi stemmi, con i suoi
simboli, con la disposizione stessa degli
ambienti.
Lo splendido Scalone d'accesso narra di parametri
rivoluzionari rispetto al passato: la nuova misura č l'uomo,
il suo vivere bene e comodamente č al centro di tutti i
progetti, compresi quelli architettonici. L'ampio Salone del
trono, le Stanze degli
appartamenti
del duca e della duchessa hanno finestre che si aprono sugli
splendidi scorci delle dolci colline urbinati o sono rivolte
al la
p iazza, luogo di incontro e di passeggio.
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